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mercoledì 6 giugno 2018

Color Inspiration: Verde Laguna

Le stagioni si susseguono una dopo l’altra, negli ultimi anni sono un po’ confuse e ci sorprendono ogni volta nel bene e nel male, ma quando giro la pagina del calendario mi soffermo sempre ad immaginare un colore per la stagione che sta arrivando, lasciandomi guidare dalle mie sensazioni personali, dalle ispirazioni che trovo in giro.

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1.2.3.4

Questo 2018 la primavera ce l’ha fatta sudare; potremmo dire che l’abbiamo quasi saltata a piè pari, tra un acquazzone e l’altro, per cui quando pochi giorni fa ho girato sulla pagina di giugno sono rimasta a bocca aperta pensando che tra poche settimane inizierà l’estate.

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1.2.3.4

Quindi il colore che mi è venuto in mente è già proiettato verso il mare e l’estate, ma racchiude ancora la dolcezza del primo caldo, e l’arietta freschina che si respira la sera quando c’è in giro un po’ di burrasca.

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1.2.3.4

Un po’ verde e un po’ azzurro, mi fa venire in mente la rugiada e le foglie tenere, il suo punto di calore richiama la sensazione di temperatura perfetta, nè afosa nè fredda, quella speciale in cui si sta così bene che potendo ci si abbandona ad un pisolino sull’erba, su un’amaca, sul divano in giardino…

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1.2.3.4

lunedì 28 maggio 2018

Essenzialità

Una delle prime cose che ho fatto dopo essermi licenziata è stata iscrivermi al corso Germogli di Gioia Gottini, in cui l'obiettivo è trovare un'idea business che funziona, tagliata sulla tua personalità e sulle tue competenze.

Non l'ho ancora terminato, perché è un percorso che man mano focalizza sempre di più gli obiettivi e stringe il campo su cui lavorare, e trasformare i sogni e le idee in punti concreti non è sempre facile, anche se necessario.

Ma il lavoro che propone già nella prima settimana mi ha messo in discussione profondamente, mi ha fatto dare risposte a domande che non mi facevo da quando scrivevo sulla mia Smemoranda al liceo.

E ho constatato che uno dei miei tratti più caratteristici è l'essenzialità.

Essere essenziale per me è un valore positivo, perché lo intendo non come una privazione o il perseguire la sufficienza, ma come la ricerca di un equilibrio e di una completezza che danno senso e valore a una cosa o a un'esperienza.

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Vorrei comunicare questo modo di essere e questo senso di essenzialità nei miei prodotti, perché credo che sia un tratto che possa distinguere e caratterizzare il mio lavoro.

Ci sono diversi modi in cui ho perseguito o ho ricercato l'essenzialità in passato, ma me ne sono resa conto solo ora:

- amo le vacanze in campeggio: il concetto di "casa" si riduce ad avere un telo attorno al proprio letto e sopra la testa, come tetto; questo non vuol dire privarsi necessariamente della comodità o dello spazio, semplicemente ci si chiede che cosa deve essere essenziale nella propria tenda per vivere appieno la vacanza che si aveva in mente, senza per forza avere una serie di benefit o comfort magari superflui in quel particolare viaggio.

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- amo le vacanze itineranti: bisogna essere leggeri per viaggiare liberi... si prende giusto l'essenziale, possibilmente qualcosa da utilizzare in modo flessibile e in più occasioni, ci si ingegna... Viaggiare in questo modo mi regala un grandissimo senso di libertà.

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- amo i libri per i bambini, specialmente quelli che propongono attività: i bambini hanno una soglia di attenzione piuttosto breve, e hanno ancora poche conoscenze: si deve andare dritto al sodo e rendere facilmente fruibile l'attività.

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- ho una laurea in disegno industriale: ho imparato ad indagare il rapporto tra forma e funzione di un oggetto, e rispondere a determinate esigenze attraverso un progetto, trovando il modo più economico ed efficiente di produrlo garantendone la qualità estetica e funzionale.

- negli acquisti di famiglia cerchiamo la giusta soglia di soddisfazione al prezzo che ci sembra etico e ragionevole. Non ci interessa ostentare attraverso il possesso, non pagheremmo mai migliaia di euro una borsa solo perché è firmata, non compreremmo un modello di TV che offra più di quello che ci serve soltanto perché è l'ultimo uscito sul mercato.

- il mio rapporto con la fede è costruito sul senso e non sul rito. Il senso è ciò che ricerco sempre... Se ho dei dubbi vado alla radice e non mi faccio influenzare da interpretazioni successive, cercandone una personale che possa darmi una risposta. Per il resto, se trovo che un certo rito o tradizione abbia ancora senso, allora ok, lo pratico con gioia; altrimenti evito, senza sensi di colpa né timore dei giudizi altrui.

- sono bergamasca: il pragmatismo di questa terra fa parte di me. Nel nostro dialetto ci sono parole formate da una sola lettera ("ì" vuol dire vino, ad esempio). Più essenziale di così non si può.

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Probabilmente ci sono ancora tanti altri ambiti che mi collegano a questo valore.

Mi piacerebbe condividerli qui su blog, magari creando delle rubriche, o approfondendone alcuni.

Penso che faccia bene a me per rendere sempre più autentico il mio lavoro, e a chi mi segue per conoscermi e magari riconoscersi...

martedì 24 aprile 2018

Blogger Casa Facile Style… Sogno o Realtà?

Avete presente quando una cosa vi piace così tanto che vi sembra irraggiungibile? A me capita spesso quando leggo una delle mie riviste preferite, CasaFacile, che da qualche anno collabora con bravissime blogger che seguo assiduamente e da cui cerco di imparare questo mestiere.

A gennaio ha indetto un casting per altre aspiranti collaboratrici, a 3 anni di distanza dall’ultimo. Confesso che già nel 2015 avevo visto il bando, ma non partecipai perché i requisiti necessari e la mia vita privata e lavorativa non me lo consentivano. Ma questa volta non potevo lasciar perdere, anche se mi sembrava una cosa troppo grande, troppo bella e troppo difficile per me.

E così, proprio quando quasi non ci speravo più, ecco una mail: “Congratulazioni, sei dei nostri!” diceva, e io per crederci ho dovuto leggerla tre volte di fila!!

Daria-Giovenzana

Mercoledì 18 aprile, al Fuorisalone CasaFacileDesignLab, c’è stata la presentazione ufficiale di tutte le nuove collaboratrici, con la presenza di quelle già veterane.

Io purtroppo non ero molto in forma, sarà l’emozione che mi ha fatto ammalare proprio in quei giorni, ma sarei andata a Milano anche in barella piuttosto che perdermi l’evento!

Lo spazio del CasaFacileDesignLab era molto accogliente, studiato nei minimi dettagli: colori, texture, gli oggetti disposti in modo equilibrato, tutto parlava lo stile della rivista, e tutte noi ci siamo sentite a nostro agio pur nell’emozione. Per certi versi ho avuto la sensazione che quella giornata fosse un passo in un cammino che ho iniziato tanto tempo fa; per certi altri invece ha vinto come al solito la mia timidezza e non ho saputo spiccicare parola nemmeno con le blogger che seguo da tempo. Ma spero di avere occasioni per rifarmi.

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Del resto sono fatta così, nella confusione mi chiudo a riccio, preferisco meditare le mie sensazioni a freddo, e do il meglio di me in piccoli gruppi piuttosto che davanti alle grandi platee.

Infatti, nel pomeriggio, quando l’evento era finito e lo spazio è tornato tranquillo e poco affollato, ho assistito ad un laboratorio decor dove si realizzavano cache-pot vegetali con fiori e verdura; visto che il fruttivendolo è uno dei posti che mi dà più ispirazione non potevo certo perdermelo.

cachepot

Nella bellissima luce del pomeriggio e nella tranquillità il CasaFacileDesignLab era un luogo ancora più friendly dove vivere la bellezza e la creatività.

E oltre a una bellissima esperienza, alla gioia di una nuova e spero fruttifera collaborazione, porto a casa anche due splendidi doni: la tazza BloggerCFStyle personalizzata da Photosì e la lampada Veli di Slamp, il cui fondatore ha definito questa sorta di redazione allargata il “vento fresco” del Salone del Mobile.

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