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mercoledì 2 settembre 2015

Come si Cambiano… i Blog

E’ un po’ che mi girano in testa alcune riflessioni sul mondo dei blog, sul mio blog, sui blog che seguo… sui blog di craft e DIY…
Credo che il blog sia passato un po’ di moda: all’inizio tutti a fare il proprio blog, tutti a linkarsi a vicenda, a mettere foto di creazioni più o meno originali, più o meno belle. Post a go go, tanti commenti e tanti candy.
Poi un po’ alla volta c’è stata una scrematura.
Sopravvive chi è più originale, chi sa dare una voce personale ai contenuti e al proprio stile, come è giusto che sia.
Sopravvive chi ha tempo e testa da dedicare a ciascun post. Perchè avere un blog, e in particolare un blog con foto e con idee proprie, è una faticaccia. Devi avere contenuti nuovi e interessanti, saperli fotografare e fotoritoccare, saperli descrivere e scrivere di loro in modo accattivante, coccolare i follower, collaborare con altri blogger o sponsor, possibilmente senza far marchette in modo troppo spudorato...
Ecco perchè adesso i blog che sopravvivono ed hanno successo sono quelli diventati un vero lavoro.

Abbiamo ridotto il tempo di attenzione anche per i blog che seguiamo. Ho notato un crollo verticale dei commenti ai miei post, e non penso sia solamente per il fatto che posto una volta ogni morte di Papa… io per prima non commento quasi più i blog che seguo. Li visito, ma non commento più.
Credo che adesso il commento si sia traformato nel “pin” che diamo alle idee che ci piacciono. Come il “mi piace” di Facebook, un tasto e via, idea archiviata, mai dimenticata.
Ma quello che perdiamo è essenzialmente il rapporto umano che si creava spendendo qualche minuto per la persona che aveva messo un pezzo di sè in un post.

Non sto elemosinando commenti, attenzione o altro. Sono consapevole che non faccio la blogger di professione, che in questo momento della mia vita è già una soddisfazione fare qualcosa con le mie mani e riuscire a fotografarla decentemente per pubblicarla è un impegno in più che non sempre ho la forza di prendere….
Ma mi chiedo che senso può avere mantenere un blog quando si ha la sensazione di parlare senza che nessuno ci ascolti realmente, o che è semplicemente interessato a rubacchiare qualche idea senza dare un valore a ciò che vede.

Recentemente il primo blog che ho iniziato a seguire nel 2008, quello di Elena Fiore, ha chiuso i battenti, per le stesse motivazioni che ho scritto sopra.
Dopo lo smarrimento iniziale, per me è stata l'occasione per rispondere alla domanda che mi gira in testa da qualche mese: chiudere o no il mio blog?

Mi sono chiesta che senso ha per me pubblicare e descrivere i miei lavori, perchè condividere fotografie di viaggi o storie di famiglia, sensazioni, riflessioni. Perchè, se non interessano più?
La risposta è stata semplice: perchè il blog serve innanzitutto a ME.

Perchè è il luogo dove vedo nero su bianco cosa faccio e dove sto andando.
Perchè più volte mi ritrovo a leggere vecchi e vecchissimi post osservando come è cambiato il mio gusto, ritrovando ricordi che avevo messo da parte, toccando le cicatrici che alcune ferite hanno lasciato.
Perchè soprattutto in questo periodo caotico e frenetico con due bimbi piccoli, è utile per dirmi che ho ancora un obiettivo, e non devo scoraggiarmi se per ora non riesco a raggiungerlo, tuttalpiù lo devo ridimensionare.
Perchè quando riesco a pubblicare qualcosa, o a scrivere un nuovo titolo nella lista dei post che vorrei scrivere, mi faccio pat pat sulla spalla da sola, e sono orgogliosa di me.

Tutto quello che è arrivato congiuntamente al blog, amicizie reali e virtuali, belle discussioni sulla creatività, scambi di consigli, ordini e nuovi clienti, è stato una sorpresa meravigliosa che ha arricchito ancor più questa esperienza, rendendola unica e davvero appagante.
Ma io non scrivo per avere risposte dagli altri, scrivo per dare risposte e conferme prima di tutto a me stessa.

Per questo non chiudo il blog, perchè ho bisogno di uno schermo bianco da riempire con le mie idee dando loro ordine, senso estetico e significato. Perchè se rimangono dentro la mia testa o nel cassetto dei lavori pronti scoppio.
Sono convinta che chi troverà interessante il contenuto del mio blog, per quanto sfilacciato sia, troverà il modo di lasciare un segno, anche piccolo: una presenza costante, una parola gentile, il semplice ricordarsi di chi sono io, dietro questa tastiera, dietro la macchina fotografica, dietro la macchina da cucire.
Io per prima, anche se non commento più, porto nel cuore tutte le blogger che seguo, mi interessa ciò che fanno e le vorrei andare a salutare una per una.

6 commenti:

strambai ha detto...

Guai a te!!!!! Io sento la tua mancanza...ma so che sei lì... da qualche parte....e ogni tanto fai capolino....
Pat

la.daridari ha detto...

A te oltre che un saluto darò anche un abbraccio, cara patrizia!

elena fiore ha detto...

C'è un film, Into the wild, che io non ho visto, ma che mio marito mi ha raccontato. Parla di questo tizio che fa un viaggio in posti meravigliosi, ma in questo viaggio è da solo. Ed alla fine riflette sul fatto, che se sei in un luogo bellissimo e vivi sensazioni splendide, ma non hai il piacere di condividerle, qualcosa manca in tutta quella magia.
(Ora , più o meno, era così, sono passati anni da quel film e da quel racconto).
Ecco, io ho chiuso il mio blog (ma non lo sopprimerei mai, per cui è lì a ricordarmi il bello che c'è stato), perché non sento più quella condivisione.
Mi sto facendo un nuovo "libro" in cui raccolgo i lavori fatti in questi ultimi anni. Quello si, me lo sto facendo per me...ma con il blog, ho perso troppe amiche per strada che si dedicano ad altro, e mi sento oramai sola :(( Tu, fai benone a proseguire...chissà, magari quella scintilla che ti fa proseguire, si riaccenderà ancora in me. Posso solo sperarlo :))) ! Bacioniiiiiii, elenita

elena fiore ha detto...

Ecco, ho trovato la frase del film (tratta da una storia vera): "Happiness only real when shared": la felicità è autentica solo se condivisa.
Giusto perché non volevo aver parlato a vanvera, sono andata ad informarmi :)))

balemamà ha detto...

Ho letto tutto e sono pienamente d'accordo, ti seguivo sotto un'altra nome di blog, poi ho avuto un lungo stop, ero migrata su FB, poi l'anno scorso con la nascita del bimbo, altro stop. Ora da mamma questa grande svolta, nuova vita e nuovo blog, si sarò controtendenza, ma solo FB non mi bastava, troppo spiccio, mi mancava avere uno spazio per me, dove pubblicare foto delle creazioni, raccontare i retro scena, le emozioni, dove soffermarmi di più', su Facebook non si può e questo mi mancava, sarò pazza a riiniziare da zero con un blog in questo momento sicuramente non mi leggerà nessuno, ma come dici tu è per noi stesse,è il nostro spazio, il momento che ci ritagliamo tutto per noi e ora con la vita superindaffarata ne sento più' di prima il bisogno. Con affetto Nadia

Sara ha detto...

Daria!!!!
No eh?? Non ci provare...!!
Tu come altre blogger mamme e mogli sei un punto di riferimento per me e per tante altre donne che come noi vorrebbero ma non riescono... e sognano un po' a vedere cosa riescono a combinare le altre mamme... E' un po' una consolazione..e come se ci si vedesse 5 minuti (il tempo di leggere un post) , e' una piccola evasione dalla routine stressante e pesante di casa.. una piccola fuga, una libertà, uno spazio per sè che ispira creatività.. anche se poi non riusciamo a combinare niente...
un abbraccio e non abbandonare.. ricordati che noi ti aspettiamo sempre.
Anche io guardo molto meno spesso i blog che seguo.. ma quando riesco a ricavarmi quei 10-15 min di tempo per farlo me li gusto al massimo!!
bacioni
sara

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