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mercoledì 30 settembre 2015

Cuscini Stampati a Mano


Da un po' di tempo mi frulla l’idea di dipingere da me i tessuti da usare per le mie creazioni.
Ho acquistato due libri per imparare la tecnica ma ahimè è più difficile di quanto pensassi. E soprattutto, come per ogni cosa, ci vuole TANTA pratica.
Per cui ho pensato di fare dei microprogetti per allenarmi.

E cosa c’è di più quadrato, semplice, lineare di una fodera per cuscino?

Qui posto due esperimenti, che potete trovare nello shop Alittlemarket.

Entrambi sono realizzati con una base di cotone ecrù, sulla quale ho stampato due motivi differenti.
Il primo con un timbro ready made: sono delle bacchette per mangiare cinese, con le quali ho realizzato un motivo che ricorda l’erba.



Il secondo con uno stencil, è un motivo geometrico che a me sembra anche un po’ tribale, non so il perchè.



Per dare un tocco in più, le cerniere di chiusura, nascoste sul lato inferiore, sono nello stesso colore della stampa, così come il filo con cui ho cucito l’etichetta sul retro.

E poi ho voluto fare un’altra prova: ho preso una fodera per cuscino patchwork bianca e nera che avevo realizzato in passato… e ne ho dipinte alcune parti.

Non è facile essere precise, e ad essere sincera in alcuni punti l’inchiostro ha coperto un po’ la stampa del tessuto, ma l’effetto generale mi piace.
Diciamo che chi lo vorrà acquistare sarà consapevole di avere una “prova d’artista”!








mercoledì 2 settembre 2015

Come si Cambiano… i Blog

E’ un po’ che mi girano in testa alcune riflessioni sul mondo dei blog, sul mio blog, sui blog che seguo… sui blog di craft e DIY…
Credo che il blog sia passato un po’ di moda: all’inizio tutti a fare il proprio blog, tutti a linkarsi a vicenda, a mettere foto di creazioni più o meno originali, più o meno belle. Post a go go, tanti commenti e tanti candy.
Poi un po’ alla volta c’è stata una scrematura.
Sopravvive chi è più originale, chi sa dare una voce personale ai contenuti e al proprio stile, come è giusto che sia.
Sopravvive chi ha tempo e testa da dedicare a ciascun post. Perchè avere un blog, e in particolare un blog con foto e con idee proprie, è una faticaccia. Devi avere contenuti nuovi e interessanti, saperli fotografare e fotoritoccare, saperli descrivere e scrivere di loro in modo accattivante, coccolare i follower, collaborare con altri blogger o sponsor, possibilmente senza far marchette in modo troppo spudorato...
Ecco perchè adesso i blog che sopravvivono ed hanno successo sono quelli diventati un vero lavoro.

Abbiamo ridotto il tempo di attenzione anche per i blog che seguiamo. Ho notato un crollo verticale dei commenti ai miei post, e non penso sia solamente per il fatto che posto una volta ogni morte di Papa… io per prima non commento quasi più i blog che seguo. Li visito, ma non commento più.
Credo che adesso il commento si sia traformato nel “pin” che diamo alle idee che ci piacciono. Come il “mi piace” di Facebook, un tasto e via, idea archiviata, mai dimenticata.
Ma quello che perdiamo è essenzialmente il rapporto umano che si creava spendendo qualche minuto per la persona che aveva messo un pezzo di sè in un post.

Non sto elemosinando commenti, attenzione o altro. Sono consapevole che non faccio la blogger di professione, che in questo momento della mia vita è già una soddisfazione fare qualcosa con le mie mani e riuscire a fotografarla decentemente per pubblicarla è un impegno in più che non sempre ho la forza di prendere….
Ma mi chiedo che senso può avere mantenere un blog quando si ha la sensazione di parlare senza che nessuno ci ascolti realmente, o che è semplicemente interessato a rubacchiare qualche idea senza dare un valore a ciò che vede.

Recentemente il primo blog che ho iniziato a seguire nel 2008, quello di Elena Fiore, ha chiuso i battenti, per le stesse motivazioni che ho scritto sopra.
Dopo lo smarrimento iniziale, per me è stata l'occasione per rispondere alla domanda che mi gira in testa da qualche mese: chiudere o no il mio blog?

Mi sono chiesta che senso ha per me pubblicare e descrivere i miei lavori, perchè condividere fotografie di viaggi o storie di famiglia, sensazioni, riflessioni. Perchè, se non interessano più?
La risposta è stata semplice: perchè il blog serve innanzitutto a ME.

Perchè è il luogo dove vedo nero su bianco cosa faccio e dove sto andando.
Perchè più volte mi ritrovo a leggere vecchi e vecchissimi post osservando come è cambiato il mio gusto, ritrovando ricordi che avevo messo da parte, toccando le cicatrici che alcune ferite hanno lasciato.
Perchè soprattutto in questo periodo caotico e frenetico con due bimbi piccoli, è utile per dirmi che ho ancora un obiettivo, e non devo scoraggiarmi se per ora non riesco a raggiungerlo, tuttalpiù lo devo ridimensionare.
Perchè quando riesco a pubblicare qualcosa, o a scrivere un nuovo titolo nella lista dei post che vorrei scrivere, mi faccio pat pat sulla spalla da sola, e sono orgogliosa di me.

Tutto quello che è arrivato congiuntamente al blog, amicizie reali e virtuali, belle discussioni sulla creatività, scambi di consigli, ordini e nuovi clienti, è stato una sorpresa meravigliosa che ha arricchito ancor più questa esperienza, rendendola unica e davvero appagante.
Ma io non scrivo per avere risposte dagli altri, scrivo per dare risposte e conferme prima di tutto a me stessa.

Per questo non chiudo il blog, perchè ho bisogno di uno schermo bianco da riempire con le mie idee dando loro ordine, senso estetico e significato. Perchè se rimangono dentro la mia testa o nel cassetto dei lavori pronti scoppio.
Sono convinta che chi troverà interessante il contenuto del mio blog, per quanto sfilacciato sia, troverà il modo di lasciare un segno, anche piccolo: una presenza costante, una parola gentile, il semplice ricordarsi di chi sono io, dietro questa tastiera, dietro la macchina fotografica, dietro la macchina da cucire.
Io per prima, anche se non commento più, porto nel cuore tutte le blogger che seguo, mi interessa ciò che fanno e le vorrei andare a salutare una per una.

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