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mercoledì 12 giugno 2019

Palette colori per la Collezione Estate

Il turchese non mi ha ancora stancato: con il suo tono fresco lo trovo ancora adatto, forse perché quest’anno l’estate si è fatta attendere tanto. Però, con la natura e il caldo esplosi in un attimo, ho sentito l’esigenza di accostarlo a un colore ricco di energia o che in qualche modo enfatizzasse la sua componente fredda.

Il giallo limone mi è sembrato perfetto, questi due colori insieme mi fanno pensare subito al brivido di una granita (al limone, certo!).



Per chi predilige i colori scuri, invece, trovo che la combinazione blu/turchese/giallo limone funzioni ugualmente, in maniera più discreta.



Ma mentre sceglievo i tessuti dal mio armadio delle stoffe, mi è capitata in mano una pezza azzurra, di un colore più smorzato rispetto al turchese, ma così rilassante ed elegante che non ho potuto fare a meno di pensare ad un pigro pomeriggio in terrazza, all’ombra di un cannicciato di bambù, cullata da un’amaca.



Il compendio caldo di questa sensazione me lo ha dato l’arancione, un bel tono vitaminico e frizzante, ma che non fa perdere il carattere rilassante dell’azzurro.

Così sono nate le palette estive, con cui proporrò i miei prodotti in questi mesi finalmente caldi e soleggiati.
Che cosa ne pensi, quale ti piace di più?

giovedì 6 giugno 2019

Tutorial: Sassi Segnaposto

Mio figlio Paolo è un raccoglitore seriale: da ogni passeggiata torniamo con rami, piume, foglie, castagne e sassi.

Da una gita sul fiume ha raccolto dei bei ciottoli, e mi è venuta un’idea su come usarli in modo creativo: realizzare dei segnaposto usando carta di giornale e colla vinilica, materiali davvero alla portata di chiunque e superfacili da trovare.



Se vuoi vedere qualche idea di ambientazione e sapere come si fa, sul sito di CasaFacile trovi il tutorial.

Che cosa ne pensi, secondo te è stata una buona idea-lampo?


giovedì 30 maggio 2019

Decorare una Tovaglia con le Patate

Hai una tovaglia bianca che vorresti ravvivare? Vuoi realizzarne una velocemente e con poca spesa, magari per una festa o un pranzo all’aperto?



Su CasaFacile trovi un tutorial che ti spiega passo passo come fare

sabato 25 maggio 2019

Quaderni Ricoperti–Un recupero AntiSpreco

Da un po’ mi frullava l’idea di realizzare dei prodotti di cartoleria, per accompagnare gli astucci e per sperimentare la stampa anche su carta.
Ho pensato subito a di taccuini neutri da acquistare e poi stampare, ma in questo modo, al minimo errore, il quaderno non sarebbe stato più vendibile…
Così ho cominciato a cercare quaderni con la copertina rigida da ricoprire con i tessuti. Ma purtroppo quelli che avevo trovato erano troppo cari per poter poi aggiungere anche il prezzo della stampa su tessuto e la lavorazione.
Allora ho pensato di realizzarli io, da zero, rilegandoli. Ma decisamente questo è un vero lavoro, di cui mi piacerebbe acquisire le competenze, ma adesso avrebbe assorbito troppo tempo e troppe risorse.
Così, durante una visita dal mio amico Marcello, al Libraccio di Curno, gli ho chiesto se conosceva qualche fornitore da cui poter spuntare uno sconto-quantità. “Macché fornitore - mi dice – vedi quei quaderni là? nessuno li ha mai guardati, pur essendo di qualità, e tra poco purtroppo dovremo buttarli”.
Non potevo crederci: una colonna piena di quaderni rigidi, in carta di qualità, alcuni colorati, altri in tinte neutre, con il porta penna, altri con l’elastico… com'è possibile che nessuno li abbia acquistati? Io me li sarei presi uno per tipo, specialmente quelli in carta pietra, ricavata quindi non dagli alberi ma dai sassi, che risulta liscissima al tatto. Ma ancora di più, come era possibile buttarli via??
Così ecco qui, dopo qualche prova, sono riuscita a recuperarli, vestendoli con una copertina in tessuto stampato a mano. Il dorso è in tinta unita, che riprende il colore della stampa.



Il periodo è perfetto per il regalo alle maestre, e quindi con i ritagli della stoffa stampata ho realizzato degli astucci coordinati.



Il risultato sono 13 set (ma 4 li ho venduti subitissimo), quindi 9 set che sono disponibili al Libraccio di Curno o contattandomi direttamente via mail.



Dovrei lavorare a breve a una seconda serie, che spero di portare al Festival dell’Handmade a Verona, il 22 e 23 giugno.
Mi piacerebbe metterli online sul negozio Etsy, ma essendo la maggior parte pezzi unici e la tiratura così limitata non vorrei promettere cose che non posso poi mantenere, quindi preferisco una sorta di vendita diretta.
Se qualcuna fosse interessata può scrivermi a info@ladaridari.com e sentirò se quel pezzo è ancora disponibile. Se abitate lontano da Bergamo ci saranno anche le spese di spedizione. Comunque, il prezzo lancio è di 18 euro a set.



Al di là delle vendite, sono felice di avere contribuito, seppure in minima parte, al recupero di oggetti di qualità e in ottimo stato: buttarli sarebbe stato un vero spreco, ma purtroppo le regole di mercato a cui siamo abituati non sempre funzionano in termini di buon senso…

mercoledì 15 maggio 2019

Haiku in cornice

Il mio ultimo articolo per CasaFacile è un facile tutorial per realizzare dei piccoli quadri con le parole delle poesie o delle canzoni.



Bastano cornici, cartoncino e riviste da cui ritagliare le lettere e il gioco è fatto.



Avevo illustrato questa idea in uno dei primissimi post di questo blog, ma su CasaFacile potrete vedere un nuovo styling e trovare qualche suggerimento su dove appendere questi piccoli quadri parlanti.


giovedì 9 maggio 2019

Ispirazioni dal Salone del Mobile 2019

Ho potuto dedicare al Salone del Mobile solo mezza giornata, oltre alla mattinata al CasaFacileDesignLab, perché dovevo preparare le ultime cose per il Festival di Verona e Michele non è stato bene proprio in quei giorni.

Ma un giro per zona Brera non potevo davvero farmelo scappare… prima di tutto perché i palazzi che in quella settimana diventano accessibili sono spettacolari di per sé, e poi perché è tradizionalmente la zona clou in cui espongono aziende e professionisti particolarmente di pregio e di tendenza.
Mi sono fatta trasportare dall'onda dell’ispirazione, senza pensare troppo a che cosa fotografare, ma seguendo istintivamente ciò che catturava il mio occhio. E poi, una volta a casa, un lungo lavoro di scrematura e di riorganizzazione per tematiche, per poter fermare e rendere identificabili gli stimoli con maggiore significato.

I FuoriSalone che ho visitato sono stati:
- Brera Design Apartment, atmosfera soft in tutti i sensi, visto che le pareti e i soffitti erano interamente rivestiti di moquette:



- The Socialite Family, un appartamento meravigliosamente arredato tra luce meravigliosa e interni caldi e accoglienti, ma allo stesso tempo raffinati:



- Palermouno, un’esplosione di colori e pattern:



- Le Botteghe Su Gologone, una vera ispirazione per chi come me ama dipingere la stoffa
- Hermès, immancabile per la cura del dettaglio e l’ironia che sottende il suo immaginario
- Marimekko, perché come fa una che ama i Paesi Scandinavi e i tessuti a non vedere Marimekko???? Poi era in una mansarda raggiungibile con una scala a chiocciola bianca tutta di ferro battuto un po’ scrostato, era impossibile non volerlo visitare
- Maisons du Monde, per ispirazioni da shopping accessibile.

E qui di seguito i collage di fotografie suddivisi per argomenti

Partiamo con i colori: la palette calda usa il giallo per illuminare e dare energia, mentre quella dei colori freddi vede il verde menta e il celeste protagonisti.





Ho trovato alcuni display interessanti, primo fra tutti quello di The Socialite family: i loro cuscini di velluto, su dei semplici scaffali in metallo, messi ttti insieme parlavano di morbidezza e di colori discreti, e di un concetto di interior davvero ben studiato. La luce pomeridiana che entrava dalla finestra rendeva grazia alle suppellettili di vetro e cristallo sul lucido tavolo in PalermoUno. La composizione delle texture di Le Botteghe Su Gologone catturava lo sguardo in un gioco di pennellate e di colori, e infine un’idea per disporre i quadri su una parete, valorizzandoli con strisce di colore a muro e a soffitto.



Per quanto riguarda le texture, come nel CasaFacileDesignLab, anche ai FuoriSalone mi hanno conquistata i tappeti, come quello tondo con disegni nordici e quello stupefacente di Hermes, tutto ricamato a Sashiko. Composizioni di carte da parati o elementi 3d trasformano la parete e la rendono il punto focale di un'intera stanza.



Guardando più attentamente ho raccolto alcuni dettagli che mi hanno colpito particolarmente: nei colori neutri il gioco della lana trasforma dei pompon in maniglie dell’armadio, e con semplici nappine dà un tocco boho a dei cuscini molto classici e raffinati. I tessuti neutri sono tele perfette per sbizzarrirsi con la pittura e dare personalità al più semplice dei runner… un concetto che sento fortemente mio.



martedì 23 aprile 2019

Salone del Mobile: CasaFacileDesignLab 2019

Attendevo la giornata al FuoriSalone di CasaFacile con impazienza: sapevo che mi aspettava una giornata ricca di incontri con le altre blogger in un luogo speciale.

E difatti le attese non sono state deluse!

Ai piedi del Coima Builiding, in piazza Gae Aulenti, nel pieno del centro architettonicamente più innovativo di Milano, lo Studio Pisk, insieme ad Elisabetta Viganò (due delle mie stylist preferite) hanno arredato uno spazio praticamente spoglio, vestendolo di colori e arredi che lo hanno fatto diventare un open space accogliente, multifunzionale, e ricco di verde.



Sono state create cinque zone: la cucina, il living, la camera da letto, la zona co-working e il living outdoor. Tutte comunicanti ma ciascuna ben caratterizzata da una “trovata” creativa. La mia preferita? Le nuvole realizzate con i piumini Daunenstep sospese sopra al letto. Ma anche l’albero di limoni al centro della cucina e la galleria di lampade di design nel living non scherzano.



I colori alle pareti, tutti di Wilson&Morris, erano decisi e allegri, ma in tonalità smorzate che li rendevano piacevoli e non invasivi. Ho trovato il verde della cucina Aran particolarmente versatile, ben accostato alla tecnologia ma allo stesso tempo caldo, e con un contrasto cromatico perfetto con i limoni della pianta posta al centro della cucina stessa. Anche l’azzurro della parete in camera da letto lo trovo rilassante ed elegante nello stesso tempo, perfetto anche per l’ingresso.



Ma che cosa è successo in quella giornata? Abbiamo riabbracciato le blogger e la redazione, perchè sì, ci si sente via mail e sui social ma dal vivo è un’altra cosa; poi c’è stata la lezione di fotografia per Instagram tenuta da Ilaria Chiaratti (che ha uno stile pulito e nordico e le sue foto mi lasciano sempre a bocca aperta) seguita da un’esercitazione pratica con alcuni prodotti Tescoma e Glade.



Come sempre, è stimolante e utile vedere al lavoro altri colleghi, si imparano altri punti di vista e diversi modi di operare. Infine un bel brunch all’aperto tra chiacchere e prelibatezze.



Ciliegina sulla torta, una goodie bag coi fiocchi! Dentro c’erano due prodotti Glade con relative ricariche, una FaboBox con etichette e nastri adesivi multiuso (e anche delle etichette ad hoc per noi blogger!), una latta di caffè Vergnano personalizzata da CasaFacile che aderisce al progetto WomeninCoffee, una lattina con del colore Wilson&Morris, con cui voglio realizzare dei fondali per il laboratorio, un simpatico memory di Tescoma, una bellissimo taccuino delle Grafiche Tassotti, con la matita CasaFacile e un meraviglioso astuccio di metallo con penna decorata con un motivo di Alexander Girard prodotta da Vitra.



Come sempre, il mio amore per le geometrie e i materiali mi hanno portato a realizzare fotografie un po’ astratte e di ispirazione: l’accostamento di materiali, texture e colori infatti era davvero ricco.

Qui una raccolta divisa per argomenti: Le Texture



I tappeti sono i protagonisti delle texture che più mi hanno ispirato: quelli di Pappelina all'esterno, con i loro intrecci, fanno parlare i colori e le geometrie, creando dei veri quadri da terra; quello nel living, di Sirecom, è una bellissima composizione di vari rosa, con una texture morbida che invita al relax. Anche la porta Garofoli mi ha colpito tantissimo: a partire dalle ottime finiture, al contrasto lucido/opaco del vetro accostato alle lamelle: con il suo stile rigoroso e complesso può caratterizzare da sola un piccolo spazio di passaggio o una parete.

Le Forme



Anche per le forme i tappeti hanno brillato: di Unpizzo il tappeto in macramè della camera da letto dava un tocco boho all’ambiente molto nordico, mentre quello del living presenta questa texture morbida che invita a sdraiarsi alla forma netta e davvero originale: l’ho amato subito! L’appendiabiti di Servettocose mi è piaciuto tantissimo per la forma originale esaltata da questa finitura metallica color rame: un peccato coprirlo con le giacche. I piumini-nuvola sono una chicca: un gioco creativo che potrebbe essere una perfetta trovata pubblicitaria, che parla di morbidezza e sogni e che diventa un elemento decor dall’effetto wow.

Infine l’accostamento di colori e materiali:



Le lampade di design che arredavano la parete di fondo del living erano disposte su parallelepipedi colorati e poste davanti a una tenda di velluto rosa: un teatro perfetto per giocare con i colori e con i materiali. L’abbinamento oro/rosa la faceva decisamente da padrone. La tenda macramè separava delicatamente la camera da letto dalla zona co-working, ed è un esempio perfetto di come si possano realizzare soluzioni semplici e al tempo stesso dalla forte personalità per risolvere gli spazi. In tutto il CasaFacileDesignLab, il verde accompagnava, scaldava e ravvivava l’ambiente. Ho particolarmente apprezzato i fiori rosa posti dietro al divano blu di LigneRoset, perchè, riprendendo i colori del tappeto del living, diventano un elemento d’arredo a tutti gli effetti e trovano il loro posto perfetto.

E per concludere non potevo non farmi fotografare davanti alla scultura di Antonino Sciortino: essenziale, lineare, leggera… una sintesi delle cose che mi piacciono e mi rappresentano.

sabato 20 aprile 2019

Tutorial di Pasqua

Domani è Pasqua, oggi fervono i preparativi in tutte le nostre case.

Per chi ha poco tempo, o poca dimestichezza con i lavori manuali, ti propongo un tutorial facilissimo e veloce per realizzare dei nidi di carta.



E anche il materiale è davvero alla portata di tutti: basta un sacchetto del pane o della carta da pacco e la colla stick.



Questi nidi possono essere dei delicati segnaposto, riempiti con ovetti di cioccolato, o delle decorazioni per la tavola.



Ne ho realizzato uno anche in grande formato come cestino per il pane.



Le istruzioni le trovate sul sito di CasaFacile.

Altri tutorial a tema primaverile pubblicati tempo fa sono:
- una tovaglietta dipinta a stencil
- una ghirlanda di fiori d carta fatta con le riviste
- roselline di lana infeltrita in delicate sfumature
- cache pots in fettuccia a crochet

Auguri di buona Pasqua a tutti!

giovedì 11 aprile 2019

Dal fruttivendolo/3

Non potevo non omaggiare la primavera con il suo colore per eccellenza: il verde!

Eh sì, perché questa mattina dal fruttivendolo ho acquistato pensando alla freschezza e alla croccantezza delle verdure, e solo quando le stavo mettendo a posto nel frigorifero mi sono accorta che insieme componevano una meravigliosa palette di verdi, uno più tenero e fresco dell’altro!



Le mie preferite sono le fave e la cicoria… e le tue?

giovedì 4 aprile 2019

Festival dell’Handmade a Verona

Anche questa primavera tornerò al Festival dell’Handmade di Verona, manifestazione a cui sono particolarmente legata e alla quale ho partecipato già diverse volte.



Vi aspetto quindi sabato 13 e domenica 14 aprile, dalle 10 alle 19, all’ ex Arsenale di Verona, insieme a tanti altri artigiani accuratamente selezionati.

Porterò con me parte della collezione in turchese e verde laguna che ho studiato e prodotto in queste settimane: ci saranno cuscini, tovagliette, set di tovaglioli, un nuovo modello di grembiule, cestini portaoggetti e zainetti.



Ma il mio lavoro è anche e soprattutto rispondere a richieste di personalizzazione, per cui porterò anche alcuni campioni in altri colori, scelti insieme ai follower su Instagram, e sarà possibile accordarci e prenotare altre tinte.



I tessuti che utilizzo sono infatti in parte acquistati, in parte di recupero e in parte dipinti da me, ed è quindi possibile richiedere un colore in particolare.



Io non vedo l’ora di conoscerne di nuovi  rincontrare vecchie conoscenze. Tra l’altro, se chi vi accompagna non è interessato all’handmade, l’ex Arsenale è vicinissimo al Ponte Scaligero e con una passeggiata di 10 minuti siete in Piazza Arena… insomma ci scappa anche un giretto in una città romantica e piena di fascino.

mercoledì 20 marzo 2019

Cambiare Sguardo: Il sentiero

Il libro che ti propongo oggi è pura poesia. Mi ha conquistato immediatamente per le sue illustrazioni, ma quando ho letto la storia mi sono proprio commossa.
Si intitola Il sentiero, di Marianne Dubuc, edito da Orecchio Acerbo.



E’ un libro da leggere piano, perchè il suo svolgersi è lento; ma senza questa lentezza il suo senso andrebbe perduto. Per le domande che può suscitare ritengo sia adatto dai 5 anni.

La poetica della storia è perfettamente supportata dalle delicate illustrazioni. Pagina dopo pagina si entra in un mondo di erba fatta di migliaia di trattini a pastello, di boschetti e ruscelli, di animali la cui mimica è umanizzata e resa in modo incredibile (basta guardare il gattino in ogni pagina).



Un mondo reso così bene che quasi si sente la temperatura della bella stagione e l’odore della terra.

La gattina Lulù vuole raggiungere la montagna insieme alla Signora Tasso, che la conosce come le sue tasche e ci va ogni settimana. E così, gita dopo gita, diventano amiche e camminatrici inseparabili. Ma un giorno la Signora Tasso è troppo stanca per andare in montagna con Lulù. Che cosa farà allora la gattina?



Una storia poetica che spiega dolcemente ai bambini lo scorrere del tempo che, ahimè, non torna mai indietro, ma che nella sua ciclicità ci lascia in eredità esperienze bellissime da tramandare.



Per i bambini che diventeranno genitori.
Per i genitori che diventeranno nonni.
Per i nonni che sono stati bambini.

lunedì 11 marzo 2019

Color Palette di Primavera

Anche quest’anno, come lo scorso, le mie sensazioni sulla bella stagione mi portano al verde “laguna”, una sorta di azzurro sbiadito che tira sul verde. Ho in mente diverse sfumature: verde menta, acquamarina… sul libro Colorama, di Cruschiform, edito da L’ippocampo ragazzi, ho trovato queste tre pagine che ben rappresentano che cosa intendo.





E infatti, la collezione che sto studiando lo vede come protagonista.
Vorrei proporre una serie di oggetti per la casa coordinati tra loro, che insieme possano creare un’atmosfera fresca e allegra, in vista anche dell’estate.




Penso a cuscini di varie dimensioni, alle immancabili tovagliette e ai runner, a set di tovaglioli stampati e personalizzabili, ai grembiuli…
Tutti cuciti a mano, con tessuti accuratamente selezionati, alcuni di recupero e disponibili per pochi pezzi, altri dipinti da me.



La freschezza del verde acqua può accompagnarci in primavera e per tutta l’estate, perchè si abbina a diverse tinte suscitando diverse sensazioni.

Pensalo accanto al bianco e al rosa pallido: a me vengono in mente i primi germogli teneri e delicati.
Ora invece immaginalo vicino ad un bel giallo brillante… mi dà un sacco di energia questo abbinamento, proprio come le prime giornate estive. E quando farà caldissimo? Accanto ad un blu navy il verde acqua saprà rinfrescarti e riportarti con la mente ad un ambiente marino.

Insomma nel pensare a questa collezione non sto guardando solo alla moda e al cambio delle stagioni, ma anche al benessere in casa e a prodotti che possano durare, intercambiabili e facilmente accostabili tra loro.

mercoledì 27 febbraio 2019

Costumi di Carnevale fai da te– Qualche dritta

Non credo che il Carnevale sia più sentito come una volta: l’abbondanza in cui viviamo e una cultura meno “dura” con noi stessi ci ha abituati a colpi di testa e coccole dolci in ogni periodo dell’anno. Però sicuramente è una festa che piace ancora soprattutto ai più piccoli.

Anche riguardo al travestirsi, come in tantissimi altri aspetti, i miei figli hanno un atteggiamento diversissimo: Michele non ha mai amato le maschere, le ha sempre evitate, eccetto l’anno scorso quando, sull'onda dell’entusiasmo del fratello, si è travestito da ninja. Paolo invece è sempre stato un istrione e da sempre chiede supporti “teatrali” per entrare meglio nella parte.

Tendenzialmente cerco di riciclare materiali e vestiti che abbiamo già: trovo che sia un ottimo esercizio di pensiero laterale e di fantasia. Altre volte bisogna proprio realizzare qualcosa ad hoc, e allora lì si aguzza l’ingegno e si cercano ispirazioni online. Per quanto mi è possibile, evito di comprare costumi già fatti, spesso costosi e fatti in modo pessimo, per non parlare dei tessuti di qualità becera.

Condivido qui qualche consiglio su come pensare ai costumi di Carnevale in modo creativo ed economico.

- Prima di tutto cerca di semplificare al massimo il concetto del personaggio che il bimbo vuole interpretare: i colori principali, le caratteristiche salienti, l’elemento inconfondibile. (es. Superman è azzurro e rosso, ha la “S” sul petto e soprattutto il mantello)

- Una volta identificati i colori cerca che cosa hai già a casa e che potrebbe andare già bene; cerca anche nel tuo armadio, non solo in quello del bimbo. Un travestimento spesso è qualcosa di aggiunto ad una base che non è particolarmente caratterizzata: quindi spesso come base bastano una tuta, o dei jeans, una maglietta basic o i pantaloni del pigiama. Troverai poi accessori che potranno diventare dettagli del travestimento senza spendere una lira.
Ad esempio per il costume da ninja di Michele abbiamo usato i suoi pantaloni della tuta e il suo pile nero, a cui ho cucito sommariamente un nastro bordeaux per fare una finta scollatura giapponese. Per i calzari ho trovato un mio vecchio paio di calzettoni neri a rombi rossi (tralasciamo il fatto che io abbia comprato dei calzettoni così brutti) e per coprire il viso abbiamo comprato un passamontagna economico da Decathlon. Anche la sciabola l’abbiamo comprata, e ho usato un foulard nero per fare la cintura.



Paolo qui si è vestito da Minion con una maglietta gialla e una salopette di jeans un po’ grande, occhiali finti da 3 euro e il caschetto che usa quando gioca con il suo banchetto da lavoro.



Non dimenticare di pensare agli oggetti di uso comune reinterpretati: quando Paolo si è vestito da spazzacamino, la sua spazzola era lo scopettino per lavare le bottiglie.



- Quando proprio non si può fare a meno di realizzare qualcosa ad hoc di solito aggiungo pezzi a un capo base e poco costoso, come in questo costume da albero di Michele: maglietta bianca H&M, pantaloni del cuginetto, foglie di pannolenci incollate.



- Proprio il pannolenci è il materiale ideale per realizzare i travestimenti che vanno cuciti ad hoc: non ha bisogno di orlo, è relativamente economico e disponibile in tantissimi colori, ed è anche abbastanza sostenuto per mantenere la forma. L’anno scorso all'asilo dovevano vestirsi da animali, e Paolo ha scelto il castoro. Dato che come tratti identificativi ho pensato al marrone e alla coda, ho realizzato con due cuciture di numero un gilet, prendendo come modello una sua felpa, e poi l’ho arricchito con la macchia sul pancino e attaccando sul retro una coda decorata con strisce incrociate. Avevo poi un berretto beige, che avevo tenuto proprio per evenienze come questa, a cui ho cucito due orecchiette e realizzato una maschera con colla e pannolenci ispirandomi a castori-fumetto trovati con una ricerca per immagini online.



Quest’anno ancora vogliono Zorro e ninja, quindi me la cavo con poco. Però il tema della festa all’asilo di Paolo sarà il mondo dell’arte, e lui vuole vestirsi da Magritte… credo mi divertirò tantissimo!

E tu, ami travestirti a Carnevale? E i tuoi bambini?

mercoledì 20 febbraio 2019

Cambiare Sguardo: Zoottica

Credo che un libro più in sintonia con il titolo di questa rubrica non potrei presentartelo: si chiama Zoottica e ti mostra come vedono gli animali.



Da piccola avevo letto da qualche parte che i cani vedono in bianco e nero, e mi sono sempre chiesta come i gatti vedessero al buio, se distinguessero i colori oppure no.
Ma questo libro va ben oltre queste semplici curiosità sugli animali domestici, mostrando perfino come ci si sente ad essere un serpente, una povera lumaca, un piccione, una mucca, e chi più ne ha più ne metta.





Per ogni animale viene rappresentata la stessa scena così come la vede lui, in ampiezza e colori.
Le illustrazioni sono tutte a pastello, molto accurate; ogni animale ha una finestrella sugli occhi, e aprendola si capisce che cosa e come vede.





Così si può capire perchè si dice “occhio di falco” o “cieco come una talpa”…









mercoledì 13 febbraio 2019

I’m a Material Girl

Una delle mie massime fonti di ispirazioni sono i materiali.

Spesso l’idea per un nuovo prodotto viene proprio dalle proprietà di un materiale, come per i sottopentola, o dalla sua resa estetica.

In qualche modo anche questo legame con i materiali rientra nel mio concetto di essenzialità: perchè spesso il giusto materiale, da solo, risolve la metà del problema. E un materiale applicato alla giusta progettazione è la risposta perfetta per molte delle nostre esigenze “tecniche”.

Faccio un esempio che forse mi renderà ridicola, ma sicuramente rende l’idea.

Io, fino allo scorso inverno, ho sempre odiato la neve.
Non per il traffico, i casini a scuola o al lavoro. Semplicemente, perchè è fredda e bagnata.
Fin da piccola non sono mai stata attrezzata per affrontare i pomeriggi di gioco nella neve: calzamaglia di lana sotto i jeans, scarponcini recuperati da qualche parente, spesso di cuoio e del numero sbagliato, la solita giacca a vento che mettevo ogni giorno, ma talvolta anche il cappotto di panno, e berretto e guanti in pura lana vergine lavorata dalla nonna. Risultato: nel giro di mezz’ora avevo la neve fin nelle mutande, jeans congelati addosso con conseguenti gambe di legno, stalattiti sul berretto e geloni alle mani irritate dalla lana.

Poi l’anno scorso è scattato qualcosa: volevamo portare i bambini sulla neve, ma assolutamente che ci stessero bene. E volevo stare bene anch'io, non con la neve nelle mutande. Quindi mi sono comprata la giusta attrezzatura: niente di super costoso, diciamo il minimo indispensabile: pantaloni imbottiti, maglietta intima termica, guanti impermeabili. Ed è stata una svolta: zero freddo, zero acqua, 100% divertimento.

I materiali giusti, utilizzati in prodotti correttamente progettati, contano eccome!

La stessa cosa mi è accaduta per il K-way: fino a qualche anno fa usavo quello di mio padre (che pesa circa 100kg, io direi la metà) perchè così “ci sta sotto anche un maglione grosso se fa freddo”. Poi per ben 19 euro me ne sono comprata uno della mia taglia, che non fa passare l’aria da sotto e non svolazza schizzandomi la faccia e le gambe.

Adesso quando lo indosso mi sento invincibile: nessun acquazzone improvviso può rovinarmi una pedalata, e in campeggio è bellissimo andare a lavare i piatti da sola, in silenzio sotto la pioggia, con il mio scudo impermeabile a proteggere il mio corpo e i miei pensieri.

Quando penso ad un prodotto, quando sono alla ricerca di tessuti, mi lascio sempre guidare, oltre che dal colore, dalla sensazione e dalla funzionalità del materiale; perchè l’armonia tra estetica e funzionalità è essenziale per un buon prodotto, e io voglio che i miei, di prodotti, siano tali.

martedì 5 febbraio 2019

Genesi lab

In questo post vorrei raccontare come è nato il DariLab, cioè il laboratorio dove ogni giorno lavoro e dove mi torna il buonumore ogni volta che mi sento giù.

Innanzitutto, va detto, il DariLab esiste grazie a mio marito Giorgio, che estenuato dal disordine e dai mucchi di stoffe che usurpavano lo studio di casa ha deciso di creare una parete divisoria nel garage di casa.
Per regalarmi questo spazio (e per recuperare un po’ di respiro in casa) ha imparato a montare pareti in cartongesso, ha recuperato le sue conoscenze di elettricista e ha fatto pure l’imbianchino.



Ma, con tutti i difetti che la nostra enorme casa di famiglia può avere (leggi: spese di manutenzione stellari, tasse ingentissime, impossibilità di fare qualsivoglia modifica senza passare al vaglio di padri e sorelle) lo spazio di certo non manca, e lo si può utilizzare al meglio se si hanno le idee chiare. Il nostro garage, infatti, non è un seminterrato buio, ma è stato ricavato nella zona al piano terra dell’abitazione, dove una volta c’era la carrozzeria di mio suocero e un laboratorio di maglieria. Quindi un pavimento in klinker un po’ rovinato, ma altezza soffitto a 4 metri e vetrate a non finire dal metro e 30 in su; per di più con esposizione a sud. Insomma, secondo me è la zona più bella della casa.



Ogni volta che entro la luce e i colori mi investono e mi predispongono a lavorare con gioia. Non importa se ancora non c’è il riscaldamento e d’inverno sembro uno yeti, mentre d’estate fa caldissimo e i bimbi mi fanno compagnia a torso nudo: lì dentro sto davvero bene.



Per ora ci sono
- un grande armadio dove ho sistemato i tessuti, anche se ne mancano ancora alcuni che sono rimasti nello studio di casa
- due tavoli, uno per la macchina da cucire e la tagliacuci, l’altro per il taglio dei tessuti e la pittura delle stoffe.



- alcuni mobiletti bassi, per i vari materiali come colori per tessuto, cerniere, scatole e packaging, e sui quali vorrei appoggiare i miei libri craft.

Le cose che invece vorrei implementare e sistemare sono:
- L’angolo cucina: ho a disposizione un piccolo lavello e una piastra: come mi piacerebbe poter offrire il tè o il caffè alle clienti che vengono a trovarmi! Sarà necessario anche mettere un piccolo tavolino con un paio di sedie per sorseggiare insieme mentre discutiamo del prodotto di cui hanno bisogno o semplicemente scambiamo quattro chiacchiere.



- Il bagno: utilissimo per le emergenze e per il lavandino dove lavo pennelli e telai da serigrafia, purtroppo è anche il posto dove stivo il materiale per i market: gazebo, imbottiture, tavolo pieghevole. Impresentabile davvero.
- Vorrei sostituire il tavolo da taglio con un grande bancone che abbia al di sotto dei ripiani per stivare rotoli di tessuti e altro materiale.
- Vorrei realizzare un angolo scrivania dove mettere il pc, perchè attualmente tutto il lavoro del blog e del ritocco foto lo faccio in casa. Ma vorrei poter gestire la cosa dal laboratorio, soprattutto se dovessero aumentare le spedizioni, se dovessi preparare le fatture ecc.
- Vorrei trovare il posto per una bella e grande moodboard dove raccogliere le ispirazioni in modo visivo e tattile.

Il DariLab è un posto ancora in divenire, non ha ancora una disposizione definitiva, e credo che questo sia un gran bene, perchè mi permette di adattarlo e mi lascia lo spazio per immaginare come far evolvere e crescere il mio lavoro. Nella sua evoluzione, te lo racconterò su queste pagine. E se vuoi vederlo anche adesso nella sua perfetta imperfezione, possiamo sentirci e fissare un incontro… il tè lo preparerò in casa, ma in qualche modo ce lo berremo nel DariLab!

lunedì 28 gennaio 2019

Dal Fruttivendolo/2

Gli ortaggi dell’inverno sono ruvidi e duri come il clima di questa stagione. Serve calore e pazienza per ammorbidirli.

Il cavolo nero, così rugoso e scuro, per me è un po’ l’anziano delle verdure. Con la sua costa dura e le foglie carnose, deve cuocere molto… ma che soddisfazione il suo sapore!
Un vero concentrato di esperienza e di sostanza, come il più ruvido dei nonni.

ladaridari_dalfruttivendolo_cavolo nero

lunedì 14 gennaio 2019

Cambiare Sguardo–Pois

Chi di noi non ha necessità, ogni tanto, di sistemare qualche guaio o reinventare alcuni aspetti di se stessi o della propria vita? Soprattutto a gennaio, con il nuovo anno, non ti viene voglia di sistemare le cose?

Il libro di questo post illustra una storia semplicissima e senza parole, con una grafica molto essenziale e dei colori accesi ed energizzanti.

Si chiama Pois, di Cristina Bazzoni.

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Non potevo non sceglierlo per l’incipit alla macchina da cucire…con quelle texture dei rotoli di tessuto mi ha conquistato subito!

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Che cosa succederà ai pois che cadono dal vestito? Che cosa ne farà il cagnolino? Sicuramente, lui e la sua padrona troveranno un nuovo posto per loro, sempre bello e colorato come queste prime pagine.

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E tu, che cosa ne faresti dei tuoi pois caduti a terra? Ti auguro di trovare il modo di reinventarli e metterli al posto giusto.

lunedì 7 gennaio 2019

2019 l’anno del FOCUS

Ho sempre pensato che scegliere una parola guida ad inizio anno sia un bel modo per aiutarsi nelle decisioni e nei buoni propositi, ma non l’ho mai fatto perché arrivavo sempre all'ultimo; invece penso sia importante poter scegliere questa parola ascoltandosi e dando voce ai propri pensieri e desideri.

Grazie alle riflessioni sui cambiamenti affrontati nel 2018, questa volta sono riuscita a trovare nel giusto tempo la mia parola guida per il 2019: FOCUS.
Sarà un obiettivo e un mantra che mi accompagnerà soprattutto nel mio quotidiano lavorativo.

Voglio focalizzare qual è il punto di forza del mio brand e lavorarci sopra, per essere più identificabile e parlare in modo chiaro alle persone che possono avere bisogno dei miei prodotti.
Voglio poter descrivere quello che faccio in poche semplici parole, senza il preambolo del licenziamento. Adesso faccio questo, il passato mi ha dato tanto ma è al futuro che voglio rivolgermi, quindi voglio che si capisca al volo qual è ora il mio lavoro.
Voglio mettere a fuoco quello che di originale posso dare nella mia collaborazione con CasaFacile per metterlo a disposizione di moltissime persone e rendere giustizia alle possibilità che questa opportunità mi può dare.
Voglio sistemare il laboratorio perché possa accogliere clienti e corsi creativi.
Voglio rimanere concentrata sui miei obiettivi senza disperdere le energie come faccio di solito.

E’ una parola che parte dalle mie esigenze lavorative e apparentemente non investe altri ambiti della vita. Ma sono sicura che rafforzare la mia identità creativa mi darà certamente nuova forza in tanti altri aspetti.

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Vorrei che mi aiutasse a mettere dei paletti dove serve, a sforzarmi di non usare il cellulare mentre sto coi bambini, ad educarmi a un multitasking consapevole, a finire quello che ho iniziato e a non piantarlo a metà.

La vedo anche come una forma di rispetto verso tutte quelle persone che sono interessate a quello che faccio e che potenzialmente, ma non necessariamente, potrebbero diventare clienti: per far capire che cosa posso fare per loro, senza far perdere tempo, ma al contrario stimolando idee. Perché possano trovare quali riferimenti e valori condividiamo e su questi poter impostare un dialogo e uno scambio di idee che porti ad un rapporto che va oltre al semplice acquisto di un prodotto. Dopotutto, è proprio il rapporto con una persona che contraddistingue il fare artigiano, ed è proprio questo che mi dà tantissimo slancio e soddisfazione.

E tu, hai scelto la tua parola dell’anno 2019?

venerdì 4 gennaio 2019

Ciao 2018, sei stato un anno importante

Anno nuovo: tempo di bilanci e nuovi propositi.

Il 2018 è stato l’anno della svolta. Ho mollato il mio lavoro sicuro per cercare una dimensione lavorativa che rispondesse maggiormente sia alle esigenze di famiglia ma soprattutto alle mie aspirazioni personali. Come è cambiata la mia vita da quella scelta?

Sinceramente, non tornerei indietro per tutto l’oro del mondo! Ci sono aspetti da migliorare, anche di molto volendo, ma a livello emotivo e personale mi sento rinata.

Uno dei passi positivi più importanti sta nel poter gestire il tempo tra lavoro e famiglia in modo elastico e senza sensi di colpa verso datori di lavoro e nonni baby sitter. Se ci sono bimbi malati, riunioni a scuola, brutti imprevisti o belle sorprese posso quasi sempre modificare l’orario, il luogo o il tipo di lavoro da svolgere per rimanere al passo con quanto organizzato e allo stesso tempo vivere pienamente quella parte della vita che è il “non lavoro” ma è altrettanto importante, se non di più. Se la situazione si fa complessa, posso chiedere aiuto a mio marito o ai miei genitori, ma sono casi sporadici ed è più facile ottenere consensi rispetto a quando l’aiuto è una routine e occupa molto più tempo.

L’altro aspetto che è cambiato molto sono le mie relazioni interpersonali. Sono una persona che parla molto, ma inizialmente sono sempre timida e non mi lancio facilmente. Adesso però ho la possibilità di concedere agli incontri quotidiani una parola in più, qualche istante di calma che non ha tardato a dare i suoi frutti: nuove amicizie, chiacchierate interessanti con persone insospettabili, offerte di collaborazioni e nuovi clienti, la bellezza di salutare sempre qualcuno quando si esce di casa. Ora sono meno timida e sento di avere un posto nel mondo al di là del lavoro che faccio, che era una delle cose che più mi spaventava di perdere licenziandomi.

Certo ci sono aspetti ampiamente migliorabili, come ad esempio quello economico di guadagno e di apporto al bilancio familiare. Sento forte il desiderio di mettermi in regola per dare un’immagine più professionale e non sembrare una pazza in crisi di mezza età che si è messa a fare lavoretti a caso. Ammetto che a volte lavorare in solitaria è pesante e soffro un po’ di solitudine, specialmente per quanto riguarda il confronto in fase progettuale.
Infine, la cosa che più mi dispiace, è quella di percepire la fatica di mio marito che appoggiando la mia scelta ha anche accettato di mettersi sulle spalle un grosso peso di responsabilità nei nostri confronti; anche lui sta cercando di far funzionare lo studio di progettazione di cui è socio, e la cosa non è sempre facile; spero di poterlo alleggerire e sostenere come lui sta facendo con me, nel suo modo burbero ma leale.

Con questa nuova consapevolezza voglio affrontare il 2019 con energia e obiettività. Ho scelto la mia parola dell’anno, e te la racconterò nel prossimo post.

Condivido anche qui il mio #bestnine2018, dove si possono vedere alcuni dei frutti più belli nati in questo 2018 di rilancio: gli zainetti, i tessuti dipinti, la collaborazione con CasaFacile, il mio laboratorio che vorrei presentarti prossimamente.

la.daridari

E questo periodo di passaggio dal 2018 al 2019… com'è per te?
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